CUBA: ARRIVANO I BITCOIN!

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Ultimamente si parla molto di criptovalute, argomento scottante che spesso genera feroci discussioni fra scettici ed entusiasti. Il fenomeno lentamente sta approdando a Cuba. Abbiamo chiesto a Mario Mazzola, un nostro connazionanale che vive con la famiglia ad Holguin ed è il fondatore QBITA, di spiegarci questa nuova realtà.

Ciao Mario, ma è vero che anche a Cuba sono arrivati i Bitcoin?

Ebbene si. Anche a Cuba sono arrivati i Bitcoin. La gente se ne meraviglia. Ma in realtà ci sarebbe da meravigliarsi del contrario.Con la situazione di esclusione finanziaria che contraddistingue Cuba, Bitcoin è una vera e propria necessità per i cubani. Grazie a Bitcoin, il cubano escluso dai circuiti finanziari internazionali a causa di 60 anni di embargo può per la prima volta connettersi monetariamente col mondo ed effettuare transazioni. Proprio grazie ai Bitcoin.

Bisogna ricordare che, servizi che in Italia diamo per scontati come Visa, Mastercard, Paypal e Stripe non sono disponibili ai cubani. Nel contesto del Bloqueo, se queste aziende si azzardano a servire clienti Cubani, rischiano multe salatissime.

Dunque, al cubano non resta che Bitcoin. Grazie a questo strumento, il cubano riesce a:
– acquistare sui siti di e-commerce internazionali
– farsi le ricariche doppie col bonus senza dover scroccare ai parenti e amici all’estero
– ricevere rimesse dagli USA in barba ai divieti di Trump e Biden
– muovere i propri soldi a piacimento
– investire sui mercati internazionali (Forex, materie prime, stock….)
– servizi d’intelletto, per esempio fare il traduttore freelancer e farsi pagare da un ipotetico cliente Giapponese

Tutto questo è possibile perchè Bitcoin non è censurabile per design, in quanto totalmente decentralizzato, open-source e libero. A Bitcoin non glie ne frega niente del Bloqueo. Se hai i fondi, puoi mandarli a chi ti pare. Ed arrivano subito. Senza che nessuno possa farci assolutamente nulla.

Ma i Bitcoin sono legali a Cuba?

Bitcoin a Cuba è totalmente deregolamentato. Ad oggi, la legge Cubana non inquadra Bitcoin nemmeno come “Soldi”. Piuttosto, Bitcoin viene considerato un bene immateriale, tipo i talleri elfici d’argento che si possono accumulare in un ipotetico video-game.

Nelle due puntate che sono state dedicate a Bitcoin nel celebre programma “Pasaje a lo Desconocido”, è stato detto chiaro e tondo che non vi è nessuna sanzione per chi usa, detiene e scambia criptomoneta. Anzi, le autorità Cubane si sono pronunciate più volte in favore delle Criptomonete.

Come si può accedere a questo nuovo strumento finanziario?

Tradizionalmente, nel mondo intero ci si rivolge ad Exchange Centralizzati, tipo Binance o Coinbase. Uno mette la carta di Credito, manda i documenti (KYC) e compra tutte le criptomonete che vuole. Ovviamente a Cuba questo non è possibile, perchè nè questi Exchange possono accettare clienti Cubani, nè i cubani hanno la Visa e la Mastercard per pagare i Bitcoin.
Per ovviare a questi limiti, a Cuba il commercio di Bitcoin si svolge in modalità Peer-to-Peer (P2P): Fulano, che ha i Bitcoin, li vende a Mengano che glie li paga in CUP per mezzo di Transfermovil o EnZona.

Qbita che ruolo ha in tutto questo?

Inizio con chiarire un punto: Qbita non vende niente a nessuno. QBita aiuta la gente a comprare e vendere senza venire truffata dalla controparte.
Prima che esistesse QBita, il mercato consisteva in una serie di gruppi Whatsapp e Telegram dove si incontravano compratori e venditori. Trattandosi di scambi commerciali tra sconosciuti che interagiscono in maniera anonima e da remoto, las estafas erano all’ ordine del giorno.
QBita risolve questa piaga rendendo facilmente fruibili alcune funzionalità avanzate del protocollo Bitcoin, come ad esempio la tecnologia multifirma: i Bitcoin oggetto della vendita vengono depositati in indirizzi speciali – multiSig(2/3) – che rendono IMPOSSIBILE l’ estrazione dei fondi senza il consenso delle altre parti coinvolte nell’ operazione (compratore, venditore e QBITA).
Per chi volesse approfondire, il video sotto spiega in modo sintetico e facile (con gli omini Duplo di mio figlio) il meccanismo di sicurezza usato da Qbita:

 

Che ci guadagna QBITA?

Qbita si fa pagare una commissione per mettere in sicurezza gli scambi BTC-CUP tra gli utenti. La fee oscilla tra lo 0.5% ed il 2% (sempre, solo ed esclusivamente in Bitcoin. No CUC. No CUP. No MLC).

Tuttavia, le comissioni non sono il guadagno più grande. Migliaia di utenti apprezzano quello che faccio. Ho imparato un sacco di cose come sviluppatore. Il progetto ha ricevuto visibilità a livello continentale, così ora le offerte di lavoro fioccano. Faccio esattamente quello che mi piace e “pongo mi granito de arena” nella lotta contro l’ Embargo, che é un’ autentica prepotenza. Meglio di cosi?

Come ti è venuto in mente di mettere in piedi un servizio del genere a Cuba?

Ho iniziato a sviluppare QBita a tempo perso con il solo scopo di capire a fondo Bitcoin. All’ inizio era un semplice Wallet con un solo utente: io. Poi l’ ho aperto al pubblico, tanto per vedere cosa succedeva. Niente Exchange in quiei tempi. Ma parlando coi primi utenti e volendo/dovendo monetizzare i miei Bitcoin, ho capito che la gente aveva bisogno di un luogo dove poter comprare e vendere Bitcoin in modo sicuro. Allora ho provato a scrivere l’exchange. E ci sono riuscito. E la gente ha iniziato ad usarlo.

Quanti cubani stanno già usando i Bitcoin?

Difficile dirlo. Qbita ha oltre 18.000 utenti.

Perchè i cubani dovrebbero usare i Bitcoin?

I cubani usano Bitcoin per 3 ragioni:

– Elusione del bloqueo:
In questa voce ci sta dentro chi il pinareño che compra la moto elettrica sui siti di Panama e paga in Bitcoin, ci sta dentro il camionista cubano di Miami che manda i suoi soldi alla moglie a Las Tunas alla faccia di Trump, ci sta dentro il Santiaguero che si fa la ricarica internazionale da solo, ci sta dentro il trader Habanero …

– Proteggersi dall’ inflazione:
diversamente dal denaro tradizionale, la politica monetaria di Bitcoin non è manipolabile ed è deflazionaria.
Esistono solo 21 milioni di Bitcoin. Questo numero è scritto a fuoco nel codice che tutti devono scaricare, installare e far girare per essere parte della rete Bitcoin. Quindi nessun soggetto può stampare i Bitcoin a piacere svalutando la moneta: “Tarea Ordenamiento” di Murillo, “Quantitative Easing” della FED, “we wil do whatever it takes….” di Mario Draghi, “Svalutazione Competitiva della Lira” di Italica memoria… nulla di tutto questo è possibile in Bitcoin.

– Il miraggio dei guadagni facili:
I numeri dicono che, rispetto al dollaro (che si svaluta in continuazione), Bitcoin si è apprezzato del +30.000.000% (+30 MILIONI per CENTO!!) in 10 anni.
Questa crescità fa gola a tutti e troppo spesso si sottovalutano i rischi, specie a Cuba dove la possibilità (teorica) di moltiplicare i soldi rappresenta una vera svolta esistenziale.

Si va bene, ma ci sono dei rischi?

Assolutamente si. A perdere i soldi ci vuole un attimo. I rischi più comuni sono:

– Investire troppo (mani deboli), vicino ai massimi:
l’ utente inesperto che compra Bitcoin come investimento può essere portato ad investire troppo, magari dopo un esplosione del prezzo del +300% in 2 mesi. Questi utenti si trovano spesso nella spiacevole situazione di (s)vendere i Bitcoin nel bel mezzo dell’ inevitabile correzione del prezzo. La vendita può essere indotta o dal panico o dalla necessità di fat fronte a qualche spesa imprevista (se rumpiò la nevera).

– Rischio di perdere le chiavi:
con Bitcoin (se utilizzato in maniera ortodossa) sei la tua banca. Tu hai le chiavi. Tu controlli i fondi. Se ti perdi le chiavi, ti perdi i soldi e nessuno può ridarteli. Se uno non capisce bene come gestire le chiavi PRIMA di comprare Bitcoin, il rischio di perdere i soldi è tutt’ altro che remoto.

– Truffe:
chi è ingordo ed inesperto tende a lasciarsi coinvolgere in sistemi d’investimento poco chiari che promettono di moltiplicare i soldi senza fare assolutamente niente. Un po come il gatto e la volpe che fregano gli zecchini d’ oro di Pinocchio convincendolo a seminarli nel Campo dei Miracoli, a Cuba abbondano gli schemi piramidali/Ponzi più fantasiosi. Tutte queste frodi consistono nel convincere le persone a depositare le proprie cripto su improbabili piattaforme. Una di queste prometteva lingotti d’ oro erogati da appositi bancomat che sarebbero stati installati nelle maggiori città dell’ Isola. Folklore a parte, tutte le cripto-fregature prometteno interessi da capogiro, commissioni di affiliazioni da leccarsi i baffi, ritorni mirabolanti. Immancabilmente queste piattaforme spariscono, o “vengono hackeate”, lasciando in mutande gli “investitori” (vittime) che si sono lasciati abbindolare.

Consigli per chi vuole usare i Bitcoin per mandare rimesse a Cuba?

Studiare PRIMA di agire! Indipendentemente dall’ utilizzo che vogliate fare di Bitcoin, il mio consiglio è sempre e solo uno: non mettete nemmeno 1 Euro in Bitcoin se non sapete piu chè BENE cosa state facendo. Se non avete dimestichezza con le cripto, iniziare con la tecnologia multifirma per muovere fondi nel contesto di uno scambio P2P su Cuba non è saggio. Ve lo sconsiglio. Per chi invece è gia skillato su Bitcoin, adelante!

Per gli interessati QUI il cambio del Bitcoin/Euro in tempo reale

Chi è Mario Mazzola?


Dopo gli studi universitari (Scienze della Comunicazione a Perugia e Marketing alla Manchester Business School) ho lavorato 6 anni nel mondo hi-tech, ricoprendo ruoli tecnico-commerciali per una multinazionale della Silicon Valley (Cisco Systems), presso gli uffici di Amsterdam, Milano e Roma.
Il primo viaggio a Cuba è stato nell’ Ottobre 2012.
Folgorato dalla Cubanite, nel 2014 ho fondato la mia prima start-up: yourcasaparticular.com (una sorta di AirBnB criollo) che ha operato con alterne fortune fino al 2018.
Durante lo sviluppo del progetto, ho messo su casa e famiglia a Holguin. Nel 2016 è nato il mio primo ed unico figlio (Diego).
Nel 2017 ho ottenuto la residenza permanente a Cuba, dove vivo della mia attività di sviluppatore. A parte i lavori realizzati per vari clienti, ho lanciato anche diversi progetti personali, che sono andati in malora prima di subito. Finchè ad Agosto 2019 ho lanciato qbita.org, che è oggi l’ exchange Bitcoin #1 a Cuba

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